SE NON CE L’HAI, NON PUOI APRIRE LA PORTA

Secondo i recenti dati Istat la ricerca di un’occupazione in Italia predilige l’uso del canale informale, cioè quello della «conoscenza». Anche se in diminuzione dello -0,7% rispetto al primo trimestre del 2019, l’82,7% degli italiani conferma di rivolgersi ancora a parenti, amici e conoscenti per trovare un lavoro.
Questo è uno degli aspetti del cosiddetto networking: una parola abusata per identificare una rete di conoscenze utili alla persona sia nel momento della ricerca di una nuova possibilità lavorativa, sia nella storia della sua carriera, per ricevere ad esempio il suggerimento di un buon fornitore o per avere un consiglio adeguato.
È chiaramente un canale informale, destinato però ad aprire le porte di quel mercato “nascosto” di offerte lavorative che o per la loro delicatezza o per la loro particolarità non vengono gestite dai canali formali, tradizionali.
Il network si sviluppa nel tempo e non è semplicemente l’espressione di una propria convenienza personale. È un approccio all’altro veramente interessato, un vero e proprio scambio di professionalità, esperienze, atteggiamenti positivi.
È come una banca dati: si deve inserire la domanda corretta per poter ricevere la risposta profilata alle nostre esigenze. Così è il network.

ATTENZIONE!

Il NETWORKING non è un elemento da improvvisare, bensì un mattoncino della nostra professionalità lavorativa e personale. Per questo, richiede una determinata strategia.